Dove sono i confini del Sistema Solare?

Mi era venuto in mente di scrivere questo post perché negli ultimi giorni circolano nel web articoli nei quali viene sostenuto che, siccome è stato recentemente scoperto un pianeta nano più lontano degli altri osservati finora, bisognerebbe “allargare” i confini del Sistema Solare.

La cosa mi ha fatto un po’ ridere, perché nessuno ha mai detto quale sia il confine del Sistema Solare. Non esiste, infatti, qualcosa che lo separi in modo netto dallo spazio interstellare.

Potremmo però provare a definire quale sia il punto che più plausibilmente potrebbe rappresentare questo “confine”.

Se ci allontaniamo dal Sole troviamo in successione i pianeti Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. A questo punto siamo ad una distanza di circa 4,5 miliardi di km. Proseguendo ancora verso l’esterno troviamo una cintura di asteroidi chiamata Fascia di Kuiper: siamo ancora indubbiamente nel Sistema Solare, anche perché è in questa zona che si trova la maggior parte dei pianeti nani scoperti finora.

Allontanandosi ancora, a una distanza di circa 100 UA (cento volte la distanza Terra Sole) troviamo il cosiddetto Termination Shock. E’ un punto in cui il vento solare, che prima viaggiava a circa 400 km/s, rallenta improvvisamente e aumenta di densità e temperatura, formando una grande struttura ovale detta Eliosheath, che si estende ancora per qualche decina di UA.

Successivamente incontriamo un punto fondamentale: l’Eliopausa. Si tratta del confine esterno dell’Eliosfera, ovvero la zona che risente dell’influenza del vento solare. Infatti qui il vento emesso dal nostro Sole, non avendo più una forza sufficiente, viene fermato dal mezzo interstellare. Secondo me, è in questo punto che va collocato anche il confine esterno del Sistema Solare stesso. Infatti, sebbene potrebbe esistere qualcosa a distanza maggiore soggetto all’attrazione del Sole, di sicuro si troverebbe comunque nello spazio interstellare e non in un sistema planetario.

Ma proviamo ad andare ancora avanti. Cosa c’è oltre l’Eliopausa? A circa 230 UA dal Sole, nel mezzo interstellare si forma una specie di onda d’urto stazionaria chiamata Bow Shock, dovuta al moto del Sole intorno al centro galattico.

Ancora più all’esterno, è ipotizzata l’esistenza di un’enorme nube sferica chiamata Nube di Oort, da cui proverrebbero le comete di lungo periodo (es. la Hale-Bopp), situata ad una distanza presumibilmente compresa fra 0,3 e 1,5 anni-luce dal Sole, o comunque decine di migliaia di UA.

Tuttavia gli oggetti che la compongono sarebbero troppo lontani e poco luminosi per essere rilevati dai telescopi attuali ed è per questo che la Nube rimane ancora un’ipotesi.

Ma anche se essa esistesse veramente, l’influenza gravitazionale del Sole a distanze simili è così debole che in teoria poco più lontano vi si potrebbe trovare un’altra stella indipendente dalla nostra, quindi è ben chiaro che si parla ormai di vuoto spazio interstellare popolato al massimo da UNA cometa ogni qualche milione di chilometri.

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