Potrebbe esistere una stella come Nemesis?

Nel 1984 alcuni paleontologi sostennero di aver individuato una periodicità nelle estinzioni di massa avvenute nelle ultime ere geologiche. Secondo la loro teoria, tali estinzioni si ripresentavano ciclicamente con maggior frequenza ogni 27 milioni di anni.

Considerata la lunghezza del lasso di tempo in questione, non passò molto che a qualcuno venne in mente di collegare questo fenomeno ad eventi astronomici.

E così nacque l’ipotesi di Nemesis, la misteriosa nana rossa/bruna/bianca compagna del Sole, in orbita attorno a quest’ultimo ad una distanza di 1,5 anni-luce, che, passando attraverso la Nube di Oort appunto ogni 27 milioni di anni, scaraventerebbe comete verso il Sistema Solare interno e quindi anche verso la Terra.

Una teoria interessante, ma non molto credibile, per due motivi fondamentali:

1 – E’ stato provato che un oggetto del tipo di Nemesis non potrebbe permanere in un’orbita stabile. Infatti, la distanza dal Sole che deve necessariamente avere perché i conti tornino (appunto circa 1,5 anni-luce) renderebbe – a causa dell’influenza gravitazionale delle altre stelle – la sua traiettoria orbitale in costante evoluzione. Di conseguenza, i passaggi all’interno della Nube di Oort non potrebbero avvenire con cadenza ciclica.

2 – Le rilevazioni 2MASS (Two Micron All-Sky Survey), effettuate da potentissimi telescopi situati in Arizona e in Cile dal 1997 al 2001, hanno consentito l’individuazione di ben 173 nane brune, di cui alcune scarsissimamente luminose, alla distanza di svariati anni-luce, ma nessuna traccia di Nemesis, che dovrebbe essere molto più vicina e quindi molto più facilmente individuabile.

Analogamente, la missione WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer), che ha lanciato nel 2009 il più sensibile telescopio spaziale a infrarossi che fosse mai stato costruito, ha scoperto durante i suoi anni di attività una serie di nane brune anche a distanze di decine di anni luce, ma anche in questo caso, nessuna di esse si trova nei pressi del Sistema Solare.

Insomma, il succo della questione è che Nemesis, per poter esistere senza essere individuata dai moderni telescopi, dovrebbe essere un oggetto di natura planetaria più che stellare, ma in tal caso non avrebbe una massa sufficiente per disturbare così pesantemente la Nube di Oort.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s