Come scegliere il primo telescopio?

Questa è una delle domande che ci si pone più frequentemente tra i neofiti che, presi dalla passione per l’astronomia, non vedono l’ora di possedere uno strumento tutto loro.

So che l’argomento è molto trattato, ma voglio lo stesso offrire il mio contributo.

Evito di ribadirvi che possedere un telescopio non è qualcosa di indispensabile per il neofita, perché si sa che se la passione è forte, finirete inevitabilmente per effettuare l’acquisto.

E allora cerchiamo di fare quest’acquisto in modo mirato. Come? Innanzi tutto, è bene conoscere la bontà del cielo nel luogo da dove osserverete, il tipo di oggetti celesti che vi interessano (Pianeti, Deep-Sky, Stelle Doppie, ecc.), e, soprattutto, che cosa vi aspettate che il vostro strumento vi offra.

Perché le immagini mirabolanti di pianeti superdettagliati e nebulose coloratissime che si trovano su internet sono state scattate da strumenti professionali giganteschi dal costo di milioni e milioni di euro.

Dico subito che nella stragrande maggioranza dei casi anche le nebulose più luminose si vedranno come batuffolini grigi privi di dettagli e dalla forma confusa, e persino i pianeti maggiori come Giove e Saturno appariranno come piccole biglie colorate che evidenziano solo le caratteristiche principali della loro superficie.

Ancora decisi a continuare? Ottimo: è bene non scoraggiarsi per quello che ho detto poco prima. Infatti il fatto stesso che state osservando oggetti a distanze inimmaginabili che ad occhio nudo si possono soltanto sognare basta e avanza per offrire ad un appassionato immagini indimenticabili nonostante la loro oggettiva povertà di definizione.

Cominciamo allora con un punto fondamentale: cosa è importante in un telescopio?

Ebbene, taglio subito la testa al toro. La cosa più importante NON è affatto l’ingrandimento, come spesso si è portati a credere, anzi è una delle cose meno importanti, perché QUALSIASI telescopio, fornito di un oculare opportuno, può essere spinto a QUALSIASI ingrandimento.

L’elemento che invece ne determina principalmente le prestazioni è invece il diametro dell’obiettivo, perché più un obiettivo è grande e più luce raccoglie, e una maggior quantità di luce si traduce in più oggetti visibili, e immagini più nitide, contrastate e dettagliate.

Inoltre, ritornando al discorso dell’ingrandimento, esiste per esso un limite approssimativo oltre il quale l’immagine comincia visibilmente a degradare. Questo limite si colloca all’incirca al doppio del diametro espresso in millimetri. Per esempio, il limite teorico per un obiettivo di 70mm sarà 140X, per un 120mm 240X, e così via.

Anche da qui si capisce l’importanza del diametro.

Un altro elemento non assolutamente da trascurare è la stabilità della montatura, ovvero il supporto che sorregge e direziona il tubo ottico. Eh, già, perché <<la potenza è nulla senza controllo>>: ciascuna montatura può sorreggere un certo peso e a poco servono le prestazioni di un grosso strumento, se lo si piazza su una montatura ballerina.

Quello che voglio dire è che in caso di supporto inadeguato al peso del tubo, ad ogni minimo tocco il tutto sarà invaso da fastidiosissime vibrazioni – di ampiezza proporzionale all’ingrandimento – che non vi consentiranno di sfruttare adeguatamente le potenzialità dell’ottica. Per cui informarsi bene prima dell’acquisto.

Ovviamente esistono altri elementi importanti da considerare, come la qualità degli oculari, del cercatore, del diagonale eccetera, ma per un neofita che vuole avere le prime esperienze osservative senza spendere molto questi aspetti passano un po’ in secondo piano. Se volete approfondire, comunque, il web è pieno di articoli che illustrano più dettagliatamente l’argomento.

Bene, adesso parliamo dei tipi di telescopio: sostanzialmente ne esistono di tre configurazioni ottiche, il rifrattore, il riflettore e il catadiottrico, ciascuna delle quali ha numerose varianti.

IL RIFRATTORE:

Si tratta praticamente dell’evoluzione del cannocchiale di Galileo. Un rifrattore è costituito da un tubo lungo e sottile delimitato da un lato da un obiettivo costituito da lenti e dall’altro da un dispositivo di messa a fuoco che culmina in un altro sistema di lenti, l’oculare, che ha la funzione di ingrandire l’immagine formata dall’obiettivo.3893_1Un telescopio rifrattore

Oggi ne esistono principalmente due varianti: l’acromatico e l’apocromatico.

L’acromatico possiede un obiettivo costituito da due lenti montate in parallelo e separate in aria da un anello. Ha il vantaggio di essere molto meno costoso dell’apocromatico riuscendo comunque a restituire immagini buone sia sul Deep-Sky che, in determinati casi, in alta risoluzione; ma lo svantaggio di essere affetto da aberrazione cromatica, ovvero una caratteristica delle lenti per cui non tutte le frequenze dello spettro luminoso vengono focalizzate nello stesso punto, e, spesso, anche da altri difetti ottici.

L’apocromatico invece possiede un obiettivo formato in alcuni casi da due lenti “speciali” e in altri da tre, quattro o addirittura cinque lenti, che consentono di ridurre al minimo l’aberrazione cromatica e le altre aberrazioni che affliggono gli acromatici, restituendo immagini a dir poco eccezionali. Il loro prezzo in relazione all’apertura è però in assoluto il più elevato e quindi difficilmente un neofita si orienterà verso questo tipo di strumento.

Comunque in generale il prezzo dei rifrattori, acromatici o apocromatici che siano, è più alto di quello dei telescopi delle altre configurazioni ottiche, che adesso esamineremo brevemente.

IL RIFLETTORE:

In questa sede, per evitare confusioni, con riflettore intenderemo riflettore Newton, configurazione ottica che prende il nome dall’illustre inventore.

In questo caso l’obiettivo è costituito da uno specchio concavo che focalizza la luce che gli arriva in un certo punto, dopo che essa è stata deviata da un apposito specchio secondario, che la indirizza verso il fuocheggiatore e quindi l’oculare.

Proprio per la presenza di un secondo specchio questi strumenti, come anche i catadiottrici, si dicono ostruiti: una parte della luce in entrata non può essere convogliata dall’obiettivo perché ostruita dallo specchio secondario. Questa caratteristica determina una leggera perdita di luminosità e una diminuzione del contrasto, che non fanno dei riflettori strumenti particolarmente adatti per l’osservazione dei pianeti.

4032_1Un telescopio riflettore

Per contro, il loro prezzo estremamente vantaggioso consente al neofita di acquistare uno strumento di grande diametro senza dover sostenere una spesa eccessiva.

I CATADIOTTRICI:

Anche qui l’obiettivo è costituito da uno specchio, precisamente da uno specchio sferico, ma è presente anche una lente piana che ha la funzione di correggere le aberrazioni di quest’ultimo sostenendo allo stesso tempo il secondario (sferico anch’esso).

Esistono innumerevoli tipi di strumenti catadiottrici, ma quelli senza dubbio più diffusi oggi sono due: lo Schmidt-Cassegrain e il Maksutov.

– Lo Scmidt-Cassegrain è diffusissimo sotto medi e grandi diametri tra gli astrofili amatoriali avanzati. Si tratta di uno strumento piuttosto polivalente: si adatta all’osservazione di praticamente tutte le tipologie di corpi celesti, pur non eccellendo in nessun campo. Il suo prezzo in relazione all’apertura è maggiore di quello di un riflettore Newton ma, eccettuati i diametri più piccoli, quasi sempre minore di quello dei rifrattori acromatici.

Un telescopio Schmidt-CassegrainMeade_Lx200gps_12_Schmidt_cassegrain_Telescopes_Sct_

– Il Maksutov è invece uno strumento estremamente specializzato: eccelle nell’alta risoluzione offrendo visioni sul planetario che fanno concorrenza a quelle di ottimi rifrattori, ma ha qualche difficoltà sul Deep-Sky soprattutto per il rapporto focale lunghissimo e lo scarso diametro. Sono rari, infatti, Maksutov dal diametro superiore ai 18cm. Il prezzo è simile, con le dovute variabilità, a quello degli SC.

639Un telescopio Maksutov

Va bene, ma in definitiva cosa mi devo comprare?

La scelta dipende, ripeto, dalle vostre condizioni, dalle vostre esigenze e poi, ovviamente, dal vostro budget. A grandi linee diciamo che:

– Se siete sotto un cielo buio è preferibile un riflettore di grande diametro che vi consenta di eccellere nell’osservazione Deep-Sky e di ottenere comunque buoni risultati sul planetario. Se invece siete sotto un cielo inquinato come quello cittadino allora prediligete un rifrattore o un Maksutov: il Deep-Sky (nebulose e galassie) necessita di cieli bui e dunque dovrete limitarvi a luna, pianeti e stelle doppie, più luminosi e quindi meno sensibili a questo problema.

– Se potete spendere molto poco, ovvero fino ad un massimo di 100-150€, evitate di acquistare qualsiasi tipo di telescopio a meno che non si tratti di un regalo per un bambino. Meglio, dovendo restare su quella cifra, propendere per un buon binocolo.

– Se il prezzo non vi spaventa e siete fermamente convinti della vostra passione allora super-riflettore da 30-40cm su montatura Dobson nel caso di cielo buio, e rifrattore apocromatico o SC di medio-grande diametro nel caso di cielo cittadino, e andate sul sicuro. Preparatevi però a sborsare migliaia di euro.

– Se non avete idee precise su cosa vi interessa osservare e non potete spendere molto allora vi consiglio, come strumento “tuttofare” un Newton da diametro per esempio di 130mm a rapporto focale medio (f/6 – f/8). Telescopi come questo si possono trovare, completi di montatura essenziale, anche a prezzi sui 200-250€. Nelle stesse condizioni, ma disponendo di un budget un po’ più elevato, potreste scegliere un rifrattore acromatico da 100-120mm a f/8 – f/10, un Newton da 200mm o meglio ancora un SC da 200m. Il prezzo dei primi due, forniti di una montatura adeguata, si aggira sui 450-600€, mentre il terzo naviga normalmente sui 1500-2000€, offrendo però anche il computer per il puntamento automatico.

– Se siete interessati, oltre che all’osservazione visuale, anche alla fotografia, vi consiglio almeno per ora di rinunciarci e aspettare. Infatti scattare buone foto è un arte che richiede grosse conoscenze nel campo e una strumentazione ricercata che comporta prezzi molto elevati. Se poi volete fotografare la Luna accostando la macchinetta all’oculare fate pure, ma non vi aspettate di ottenere gran che.

Vi propongo ora una tabella riassuntiva per fasce di prezzo che illustra quello che potrete permettervi secondo le diverse configurazioni ottiche:

100-200€ -> Rifrattore acromatico da 70-80mm, Newton da 114mm.

200-300€ -> Rifrattore acromatico da 90mm, Newton da 130mm, Maksutov da 90mm.

300-500€ -> Rifrattore acromatico da 100mm, Newton da 150mm, Maksutov-SC da 127mm.

500-1000€ -> Rifrattore acromatico da 120mm, Newton da 200mm, Maksutov-SC da 150mm, rifrattore apocromatico da 80mm.

1000-2000€ -> Rifrattore acromatico da 150mm, Newton da 250mm, Maksutov da 180mm, SC da 200mm, rifrattore apocromatico da 100-120mm.

Oltre 2000€ -> Qualsiasi cosa! Contate che i Newton su montatura Dobson si trovano in vendita fino al metro ed oltre di diametro; gli SC si trovano fino a 400mm e i rifrattori apocromatici fino a 300-350mm, quindi hai voglia…

In conclusione trattiamo brevemente (anche qui potete benissimo approfondire altrove) tre argomenti di notevole importanza: il puntamento automatico, la scelta degli oculari e la collimazione.

Il puntamento automatico è un sistema di movimenti automatici della montatura controllati da una pulsantiera che, dopo opportune operazioni di stazionamento e allineamento, consente di puntare e seguire migliaia di oggetti celesti di ogni tipo archiviati nella memoria. Si tratta senza dubbio di un aiuto che fa risparmiare tempo e fatica e certamente consente la visione di più oggetti, ma ricordiamo, a parte il fatto che determina un sensibile aumento di prezzo, che per un neofita è più utile imparare a puntare da solo ciò che vuole vedere, in modo da imparare le posizioni e i punti di riferimento e costruirsi un’esperienza invece di limitarsi a digitare sigle su una pulsantiera.

Pulsantiera per il puntamento automaticokonus-maksutov-cassegrain-goto-telescope-digimax-130-1301500-full-1771-digimax-130-web-3-30219-718

Quindi il mio consiglio è di comprarsi uno strumento otticamente più potente risparmiando le spese per il sistema di puntamento automatico, facendo così pratica, e semmai solo dopo un po’, se se ne avverte l’esigenza, accessoriare il proprio strumento con la computerizzazione.

La scelta degli oculari ha la sua importanza perché, come già accennato, sono loro a determinare l’ingrandimento a cui portare il proprio telescopio. Spesso vengono forniti in dotazione ma altrettanto spesso questa dotazione è scarna o insufficiente, e quindi si sente la necessità di munirsi di altri oculari.hyperionUn kit di oculari con diverse lunghezze focali, variabili da 21mm a 3,5mm

L’ingrandimento è dato dal rapporto fra lunghezza focale del telescopio e lunghezza focale dell’oculare. La focale del telescopio è il secondo numero che viene indicato, per esempio, in un 130/900, è pari a 900mm. Quindi piazzando per dire un oculare da 20mm su un telescopio di lunghezza focale 1000mm, si otterrà un ingrandimento pari a: 1000/20 = 50 ingrandimenti.

E’ bene, facendo questi calcoli, cercare di non “sforare” oltre il limite del doppio del diametro di cui ho parlato prima.

Io consiglio sempre di munirsi di un parco oculari costituito da tre pezzi: uno a lunga focale per gli oggetti Deep-Sky e per i larghi campi che necessitano di bassi ingrandimenti, uno a focale intermedia per le nebulose planetare, per la Luna e per i pianeti quando la turbolenza non consente di spingere oltre, e uno a corta focale per spingere al massimo su pianeti e stelle doppie quando le condizioni sono buone.

Perciò ad esempio per un telescopio di 1000mm di focale, il parco oculari potrebbe essere costituito da un 25mm, un 10mm e un 5mm.

La collimazione è un’operazione da eseguire periodicamente nei riflettori e nei catadiottrici, che consiste nell’allineare gli specchi, che col tempo tendono a disallinearsi. I rifrattori solitamente sono venduti già collimati e non necessitano di questa operazione. Il procedimento da seguire è spiegato ad esempio qui, e, sebbene all’inizio possa sembrare difficoltoso, dopo un po’ vi impratichirete e impiegherete soltanto pochi minuti:

http://astrolab.altervista.org/articoli/collimare.html

CONSIGLI E AVVERTIMENTI CONCLUSIVI:

– Nell’acquistare un grosso riflettore o rifrattore consideratene bene il peso e l’ingombro, che spesso e volentieri non sono trascurabili!

– Non sempre, anzi quasi mai, potrete sfruttare appieno le potenzialità delle vostre ottiche. E’ necessario per farlo attendere serate con un buon seeing, ovvero con scarsa turbolenza atmosferica, perché quest’ultima tende a impastare le immagini.

– Portare il vostro telescopio fuori almeno una mezz’ora (sarebbe meglio un’ora) prima di utilizzarlo, perché ogni strumento ha bisogno di un certo periodo di tempo per assestarsi sulla temperatura esterna.

– Evitate di pulire le ottiche troppo spesso e non fatelo mai di vostra iniziativa senza aver prima studiato i metodi per farlo. Non fissatevi troppo perché un po’ di polvere non fa nessun danno e soprattutto è molto meglio una lente impolverata che una lente graffiata o col trattamento antiriflesso danneggiato!

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